Aceto di Mele per Dimagrire: la Dose Usata negli Studi

Bottiglia di aceto di mele e caraffa dacqua con un cucchiaio dosatore su un tavolo di cucina in legno, alla luce del giorno

Un cucchiaio di aceto di mele in un bicchiere d’acqua, ogni mattina, e il girovita che cala.

È una delle promesse più ripetute sui rimedi di casa, e a differenza di molte altre ha uno studio vero alle spalle.

Quello studio però non ha usato un bicchierino: i partecipanti bevevano mezzo litro al giorno di una bevanda con dentro l’aceto, per tre mesi di fila.

E l’effetto meglio documentato dell’aceto non è sul peso, ma sulla glicemia dopo i pasti. Su quel picco, e su quanto conta l’ordine in cui si mangia, c’è un articolo dedicato.

Sono le due cose da sapere prima di cominciare: che cosa ci si può aspettare davvero, e quando l’aceto di mele va discusso con il medico, soprattutto se prendi farmaci per il diabete.

Aceto di mele per dimagrire: cosa ha misurato lo studio

Lo studio di riferimento sul peso è giapponese, pubblicato nel 2009 da Kondo e colleghi.

Ha coinvolto adulti giapponesi obesi, divisi in tre gruppi, in doppio cieco: né i partecipanti né i ricercatori sapevano chi beveva cosa.

Per 12 settimane un gruppo ha preso una bevanda con 15 ml di aceto, un altro con 30 ml, il terzo un placebo senza aceto.

Alla fine, nei due gruppi con l’aceto, peso, indice di massa corporea, girovita, trigliceridi e area del grasso viscerale, quello che circonda gli organi addominali, erano significativamente più bassi che nel gruppo placebo.

È un risultato reale, ottenuto con un disegno serio.

Va però letto per quello che è.

Una riduzione misurata in un gruppo di persone obese in tre mesi non è “sciogliere il grasso”, e la Mayo Clinic, riassumendo le ricerche disponibili, conclude che con l’aceto di mele non si è vista una perdita di peso apprezzabile né un controllo duraturo della fame.

Anche per questo l’aceto non può essere il centro di una dieta: come per la pressione, conta l’insieme di quello che mangi più dell’ingrediente aggiunto.

La dose di aceto di mele usata negli studi

Qui sta il punto che conta di più.

Nello studio di Kondo i partecipanti bevevano ogni giorno 500 ml di bevanda, cioè mezzo litro, che conteneva 15 ml di aceto oppure 30 ml.

In misure di casa, uno o due cucchiai di aceto diluiti in mezzo litro di liquido, tutti i giorni, per 12 settimane.

Non una tazzina presa al volo, quindi, e non per una settimana.

Chi vuole provare deve sapere che i risultati dello studio vengono da una quantità precisa, molto diluita e presa con costanza per tre mesi.

C’è anche un dettaglio sul tipo di aceto. Lo studio misura le dosi in acido acetico,

il componente principale di ogni aceto, e le ricerche sulla glicemia hanno usato aceti di origine diversa.

Le prove, insomma, riguardano l’aceto in generale, non una virtù particolare di quello di mele.

Un’ultima cosa sullo studio, che è giusto sapere: la ricerca di Kondo è stata condotta nel centro ricerche della Mizkan, una delle maggiori aziende produttrici di aceto al mondo.

Non la invalida — è in doppio cieco e con un gruppo placebo, che è il modo corretto di farla — ma è un’informazione che cambia il peso da darle, soprattutto davanti a un risultato che le altre ricerche nel complesso non confermano.

Aceto di mele e glicemia: l’effetto meglio documentato

Dove le prove sono più solide è la glicemia dopo il pasto.

Una meta-analisi del 2017, che ha messo insieme gli studi clinici disponibili, ha trovato che l’aceto preso con un pasto riduce il picco di glucosio e di insulina che segue, sia nelle persone sane sia in quelle con alterazioni della glicemia.

Sul lungo periodo i dati sono più scarsi. Una revisione del 2018 su persone con diabete ha trovato un calo dell’emoglobina glicata di 0,39 punti percentuali dopo 8-12 settimane, ma su soli tre studi e 147 persone.

Gli stessi autori lo definiscono un candidato promettente, da valutare meglio, non una terapia.

È un effetto modesto ma misurabile, ed è anche la ragione per cui l’aceto di mele non va preso alla leggera da chi è già in cura.

Aceto di mele e farmaci per il diabete

Se prendi metformina, insulina o altri farmaci per tenere bassa la glicemia, tieni presente che l’effetto dell’aceto sulla glicemia può sommarsi a quello del farmaco, ed è lo stesso avvertimento che vale per l’alloro e gli altri rimedi da dispensa studiati sullo zucchero nel sangue.

La Mayo Clinic segnala in particolare l’insulina e i diuretici usati per la pressione alta: insieme all’aceto possono far scendere troppo il potassio nel sangue.

L’aceto di mele non sostituisce nessun farmaco.

Se pensi di prenderlo ogni giorno e sei in terapia, parlane prima con il medico, che può valutare se e come tenerne conto nei controlli.

Come prendere l’aceto di mele senza danneggiare denti e stomaco

L’aceto è acido, e l’acidità ha un prezzo. Le bevande acide possono indebolire lo smalto dei denti, e l’aceto preso spesso o in grandi quantità può irritare la gola.

Per questo non si beve mai puro: si diluisce in abbondante acqua, come nello studio, oppure si usa nei condimenti.

Chi soffre di reflusso o di gastrite ha una ragione in più per essere prudente: aggiungere ogni giorno un liquido acido è una scelta da discutere con il medico prima, non da scoprire dopo.

Attenzione anche alle compresse di aceto di mele. Se una si ferma nella gola, la sua acidità può causare un dolore che dura a lungo.

Vale per molti prodotti “naturali”: un alimento e il suo concentrato in capsule non sono la stessa cosa, né per gli effetti né per i rischi.

In breve

  • Lo studio di riferimento sull’aceto e il peso ha dato a persone obese 500 ml al giorno di una bevanda con 15 o 30 ml di aceto, per 12 settimane.
  • Peso, girovita, trigliceridi e grasso viscerale sono risultati più bassi che con il placebo, ma le ricerche nel complesso non mostrano un dimagrimento apprezzabile.
  • L’effetto meglio documentato è un picco di glicemia più basso dopo il pasto.
  • Chi prende farmaci per il diabete o diuretici deve parlarne con il medico, perché gli effetti possono sommarsi.
  • L’aceto non si beve mai puro: va diluito in molta acqua per proteggere denti e gola.

Domande frequenti

L’aceto di vino funziona allo stesso modo?

Gli studi misurano l’effetto dell’acido acetico, che è il componente principale di tutti gli aceti, e hanno usato aceti di origine diversa. Le prove non dimostrano un vantaggio specifico dell’aceto di mele.

Quanto tempo serve per vedere un effetto?

Sulla glicemia dopo il pasto l’effetto si misura già nel pasto stesso. Sul peso e sull’emoglobina glicata gli studi sono durati da 8 a 12 settimane, con un’assunzione quotidiana.

Può sostituire i farmaci per la glicemia?

No. Al massimo può affiancarli, e proprio perché può sommarsi al loro effetto va concordato con il medico.

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Fonti scientifiche citate in questo articolo

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